ELOGIO DEL CANTAR STORIE il nuovo libro di SALVATORE CASABURI parla di Porta Capuana


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Un racconto breve “in forma di ballata da
cantastorie” che narra la storia di Porta Capuana con una scrittura decisamente
innovativa. Un testo forse unico su quella parte della città oggi decisamente
negletta. Una sorta di “manifesto narrativo” per nuovi progetti di
riqualificazione.

 

Autore       SALVATORE CASABURI

Titolo                  ELOGIO DEL CANTAR STORIE

            Ballata in quattro tempi e prologo per Eteronòmia,

                  Onìria e altre città

             Tullio Pironti Editore – Collana “Elogi”

Formato    110 x 180

Pagine       52

Prezzo       €  3,90

Isbn           978-88-7937-631-0

Vedi la copertina del libro

(Il volume sarà prossimamente in distribuzione nelle librerie)

«Napoli è madre ed è orfana.

È il presente che annichilisce ogni altra dimensione del tempo.

È macerie di case bombardate ai Granili.

Napoli è pioggia che entra dalle suole,

su basoli lisci come scogli tormentati dal mare dei passi.

Napoli è odore di fritto per la festa di San Giuseppe,

di brodo nel freddo invernale di Porta Capuana.

È il tanfo del pesce marcio nei fossati sotto le mura

dell’antica fabbrica-convento di Santa Caterina a Formiello.

Napoli è la sabbia d’amianto nell’estate vicino ai cantieri di Coroglio».

In tempi di frettolosa rappresentazione del mondo, cantar storie torna a essere pratica lodevole, forse indispensabile. L’elogio del cantar storie è essenza del proprio tempo, da Omero all’epica colta e popolare delle epoche successive, fino ai fulesta romagnoli di fine Ottocento, a Ignazio Buttitta, a Giovanna Marini.

Cantare le proprie storie è, da sempre, voglia di esorcizzare la paura di non esserci. Lo ricordano Ernesto de Martino e Gianni Bosio, Nuto Revelli e Woody Guthrie.

In questo nuovo “racconto in forma di ballata”, Salvatore Casaburi, da autentico e innovativo cantastorie metropolitano, evoca storia e storie di Napoli, in un susseguirsi di cerchi concentrici narrativi che rimandano alla dolce e dolente sperimentazione linguistica pasoliniana. Ponendo al centro della narrazione la sua “Itaca-Porta Capuana”, lo scrittore racconta una piazza che sussume l’intera città, una complessità urbana e antropologica, una storia densa e lunga oltre un millennio, demolendo con l’originalissima scrittura luoghi comuni edulcorati e passatisti. Un ritorno a Porta Capuana per ripartire, quindi, verso la contemporaneità. L’elogio del cantar storie di Casaburi si rivela, perciò, liberatorio percorso di un’intera esistenza. Un piccolo libro da amare.

 

Salvatore Casaburi (Napoli, 1947) è un moderno cantastorie, uno storyteller che della scrittura recupera il piacere e l’efficacia narrativa.

Ha pubblicato: La casa sulle metropolitane. Della storia, della pazienza, della memoria e dell’oblio (Edizioni Intra Moenia, 1999); La lettera di Soterio (Dante & Descartes, 2002); Millenovecentocinquantasei. Disincanto napoletano (Dante & Descartes, 2005); Napoli aspetta Godot? Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti (Tullio Pironti, 2011).